La Storia

Grazie alla particolare bellezza delle campagne e del panorama, fin dal XV secolo la Valle della Cupa fu eletta dall’aristocrazia leccese come luogo ideale per la villeggiatura, costruendo numerosissime ville. Tra la fine del Settecento e i primi dell'Ottocento la crescente domanda di vino sul mercato europeo portò alla diffusione del vigneto, bisognoso di cure più assidue, con la conseguente trasformazione del paesaggio e dell’ architettura delle abitazioni: si determinò un processo di ristrutturazione e di adeguamento di vecchi complessi masserizi che portò alla diffusione della tipologia insediativa della “villa” o “casino “di campagna. La “Tivoli dei Leccesi” prosperò, tra fine Ottocento e Novecento, grazie alla  intraprendenza  di una borghesia ricca e dai gusti raffinati, cresciuta sulle attività delle distillerie di alcool e sulla coltivazione e lavorazione delle uve e del tabacco. Fu così che accanto alle ville  si svilupparono e sorsero  edifici industriali: stabilimenti vinicoli e olivicoli, distillerie e tabacchifici. In questo contesto si colloca la Tenuta Giardini Nuovi, all’interno della quale sorge la ex- Villa Portaccio. Villa Portaccio rientra perfettamente nella tipologia ottocentesca: non si hanno però notizie storiche precise né della Villa, né della famiglia Portaccio, proprietaria originaria della tenuta, anche se pare che l’origine risalisse ad un’ antica famiglia patrizia milanese, i cui vari rami si trasferirono nel corso dei secoli in varie regioni d'Italia, ottenendo il titolo di conte di Nerviano con ordinazione magistrale del 10 luglio 1697. Nella storia del comune salentino di Taviano si annoverano comunque, a partire dal 1894, numerosi sindaci appartenenti alla famiglia Portaccio. Nel 1936 furono qui ritrovate due tombe con ceramica attica a figure rosse. I pezzi del corredo funerario, come un’anforetta in vernice nera lucente e un grande Lekythos in vernice nera lucente, entrambi attribuiti al pittore di Pan, sono conservati al Museo Archeologico di Taranto. Dopo un lungo periodo di decadimento e di abbandono, nel 2006 la Tenuta e la Villa sono state acquistate dall’architetto Fernando Russo il quale, dopo averne curato il restauro, vi ha stabilito la propria residenza e uno dei suoi studi professionali.

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